Le radici familiari dei tre grandi campioni argentini affondano nelle Marche, tra Macerata e Fermo. Come è stata scoperta la coincidenza e il contributo dell’autore alla chiusura del cerchio.
PorDaniel Frescó* Infobae Argentina.
01 Feb, 2023 01:18 a.m.Actualizado: 01 Feb, 2023 09:17 a.m. AR
Ginóbili, Messi e Scaloni, personaggi dello sport mondiale, le cui famiglie arrivarono in Argentina da una piccola regione italiana.
Per definire la vicinanza tra i luoghi, un antico aforisma italiano la definisce come «l’abbaio di un cane». Quella breve distanza è il legame invisibile che viene alla luce oggi, unendo le storie di Leo Messi, Manu Ginóbili e Lionel Scaloni. Una peculiarità notevole, data l’incredibile storia che attraversa generazioni ma ha una radice comune: le città italiane da cui provengono i loro antenati, così vicine che le tre famiglie vivevano a soli 30 chilometri l’una dall’altra. La regione del miracolo: le Marche. Le province: Macerata e Fermo. Lì, da tre piccole città vicine, culla di un talento insospettabile all’epoca, i suoi antenati partirono per l’Argentina all’inizio del XX secolo, quando la carestia devastava la penisola e il sogno di molti di «sfondare in America» si mescolava al dolore di lasciare la patria e i propri cari, ma con la speranza di un futuro migliore. Una storia condivisa da molti argentini, ma che in questo caso assume una rilevanza ancora maggiore, con risvolti inaspettati, data la portata di questi straordinari pronipoti che riuscirono a superare i sogni dei loro antenati e, più che «sfondare in America», conquistarono il mondo. In una piccola regione d’Italia, le Marche, vivevano le famiglie originarie di tre atleti che avrebbero fatto la storia dell’Argentina, il paese che ospitò le grandi ondate migratorie del Novecento.
Come tante altre migliaia di persone, le famiglie Messi-Cuccitini (in origine Coccettini), Ginóbili-Maccari e Scaloni lasciarono la loro Italia natale nel 1900, trascinate dall’incertezza e dalla devastazione dello sradicamento, lasciandosi alle spalle genitori, fratelli e figli, con nient’altro che le mani in tasca e guidate da un grande spirito imprenditoriale. Come tante altre migliaia di persone, intrapresero il viaggio in carrozza dai loro villaggi, solitamente fino a Genova, il porto da cui partiva la maggior parte degli immigrati. Trenta giorni di viaggio a bordo di una nave con biglietti di terza classe per arrivare finalmente a Buenos Aires, temendo l’ignoto ma abbracciando un nuovo orizzonte nella terra promessa. Quegli immigrati non sapevano che un secolo dopo i loro discendenti sarebbero stati gli artefici di enormi successi e generatori di una gioia collettiva senza precedenti. Uno sarebbe diventato il più grande calciatore del mondo; un altro, il miglior cestista della storia dell’Argentina e uno dei migliori stranieri della NBA; e il terzo, il mentore de «La Scaloneta» e rinomato allenatore della nazionale argentina campione del mondo di calcio. «La rotta del talento» potrebbe ora essere definita come il corridoio che collega i tre piccoli comuni delle Marche, nell’Italia centrale, una delle venti regioni della penisola. San Severino Marche (Messi-Cuccittini), a 37 chilometri da Corridonia (Ginóbili); e Magliano Di Tenna (Scaloni), a 21 chilometri dalla prima. Un totale di 58 chilometri, oggi legati dall’eredità dei suoi figli prodighi, basati sull’intelligenza, una mentalità vincente e una determinazione incrollabile.
Il sociologo italiano Fiorenzo Santini, specialista dell’emigrazione dalle Marche all’Argentina, è stato fondamentale per svelare questa storia. La sua perseveranza gli ha permesso, nel 2022, di confermare l’ipotesi delle origini italiane di Leo Messi. Dopo una ardua indagine durata tre anni, ha confermato che la nonna materna del numero 10, Celia Oliveira Cuccittini (Coccettini), era nata e cresciuta a San Severino Marche. Era sposata con Antonio Cuccitini e con lui aveva avuto una figlia, Celia María Cuccittini, madre di Lionel Andrés Messi Cuccittini. «Il padre di Lionel», afferma Santini con orgoglio, «una volta mi chiese della cittadinanza di sua moglie, ma il cognome Cuccittini non esiste in Italia. Alla fine, ho avuto il sospetto che il cognome potesse essere stato registrato erroneamente. In effetti, lo era. Il nome originale della famiglia Cuccittini era in realtà Coccettini, e proveniva da San Severino Marche. Ho trovato il certificato storico della famiglia, emigrata prima in Brasile e poi in Argentina, e questo certificato si adatta perfettamente a un altro argentino di un cugino della madre di Lionel», osserva il ricercatore.
Con questo certificato, il comune ha riconosciuto Messi nel 2022 come «cittadino onorario». Le origini di Leo sono quindi di puro sangue maceratese, poiché era stato anche accertato che il trisavolo di Leo, Angelo Messi, emigrò in Argentina nel 1883 dalla città di Recanati, vicino a San Severino Marche. Tuttavia, l’irrequieto Santini voleva andare oltre. Conoscendo le origini «marchigiane» di Ginóbili, si era proposto anni prima di verificarle definitivamente. Ma non era facile. Santini aveva trovato nell’Archivio di Stato della provincia di Macerata un documento che si sarebbe poi rivelato essenziale: la targa di un certo Antonio Ginóbili, figlio di Luigi Ginóbili e Rosa Lattanzi di Pausula (oggi Corridonia). Tuttavia, Santini non riusciva a collegare Antonio alla famiglia del quattro volte campione NBA. Aveva persino dubbi sulla città di origine. Le informazioni ottenute erano contraddittorie e limitate ai comuni di Massa Fermana, Mogliano, Corridonia e Petriolo. Stava per chiudere la sua indagine quando, un mese fa, si è imbattuto in una copia di «Manu. El cielo con las manos», la biografia di Ginòbili da me scritta, in cui ho condotto un’indagine approfondita sulle origini italiane di Manu.
Tra i membri della Società Italiana di Bahía Blanca, l’autore ha trovato i fratelli Antonio e David(e) Ginobili, un fatto che ha aiutato uno specialista italiano a identificarli come originari di Corridonia.
Nel libro, e sulla base di vari documenti che sono riuscito a ottenere, ho ricostruito l’albero genealogico della famiglia Ginobili, capeggiato da Luigi Ginobili e Rosa Lattanzi, genitori di David Nazareno, bisnonno di Manu, arrivato a Bahía Blanca nel 1900. Ma David Nazareno non arrivò da solo. Nel 1905, suo fratello Antonio arrivò in Argentina e, nel 2007, l’altro fratello Giuseppe. David e Antonio, come ho potuto verificare dopo molte ore di ricerche negli archivi della Società Italiana di Mutuo Soccorso e Istruzione di Bahía Blanca, sono entrambi elencati nel Libro 120 dell’elenco dei soci. Antonio con il numero 849 e David con l’850. Nel Libro 121, la «lista elettorale», anch’essa del 1921, compaiono entrambi, uno dopo l’altro, ad eccezione del loro nome scritto in italiano (Davide).
Santini ha potuto così confermare che David Nazareno e Antonio erano fratelli. La coincidenza dei nomi dei genitori di Antonio – Luigi Ginóbili e Rosa Lattanzi – che avevo ottenuto dagli archivi di Macerata con quelli di David Nazareno, ricavati dalle mie ricerche, è stata la luce in fondo al tunnel. È stato finalmente in grado di confermare che la famiglia proveniva da Corridonia, che nel 1900 contava solo 8.950 abitanti, alcuni dei quali antenati diretti di Manu. Tanto che le autorità locali stanno per dichiarare il pluricampione NBA cittadino onorario. La ricerca di Santini ha persino confermato le radici marchigiane della famiglia Maccari, il ramo materno di Manu, originario di Pollenza, molto vicino a Corridonia. Il sociologo ha così potuto chiudere un capitolo, e per giunta importante, nel suo tentativo di scoprire le origini delle celebrità originarie della provincia di Macerata. Magliano di Tenna, oggi cittadina natale del bisnonno di Lionel Scaloni, Enrico, che si recò in Argentina nel 1900.
La conferma dell’ubicazione esatta degli antenati di Manu Ginóbili (Corridonia), sommata a quella precedente che aveva fatto su quelli di Messi (San Severino Marche), mi ha spinto a consultare Santini sulla distanza tra i due paesi: 37 chilometri, mi ha confermato Santini quando gliel’ho chiesto. «L’abbaio di un cane», ha detto per illustrare questa vicinanza. Incredibile, ma vero. Ma c’era molto altro a rendere ancora più potente questa incredibile storia di legami ancestrali, vicinanza e futuro condiviso. Alla luce della vittoria dell’Argentina ai Mondiali del dicembre 2022, il sociologo Santini, che conosceva le radici marchigiane di Lionel Scaloni, si è messo alla ricerca della città natale dei suoi antenati. Determinato, ha confermato rapidamente qualche giorno fa, con la relativa documentazione, che il bisnonno di Scaloni, Enrico, emigrò in Argentina nel 1900 da Magliano di Tenna, che all’epoca non contava più di 1.300 abitanti, e che, come il bisnonno di Ginóbili, si stabilì a Bahía Blanca, anche se in seguito si trasferì a Pujato, Santa Fe, un’altra delle mete preferite dagli immigrati italiani.
Nel 1978 nacque Lionel Scaloni, figlio di Ángel e pronipote di Enrico. La coincidenza più grande è che la distanza tra Magliano di Tenna, paese natale degli Scaloni, e San Severino Marche, paese natale di Messi, è di 51 chilometri. Lungo il percorso, quasi a metà strada, si trova Corridonia, paese natale di Manu. I loro antenati hanno respirato la stessa aria, percorso gli stessi sentieri e, con le stesse paure ma pieni di coraggio, hanno percorso lo stesso viaggio che li ha condotti a un destino comune: l’Argentina. Cento anni dopo, i loro discendenti, permeati da quello spirito imprenditoriale, superando gli ostacoli con grinta e talento, rimangono per sempre uniti nei cuori di tutti.
Leo, Manu e Lionel. Messi, Ginóbili, Scaloni. Dalle Marche all’Argentina. Dall’Argentina al mondo.
- È autore del libro Manu, El cielo con las manos (Manu, il cielo con le mani).
Fonte dell’articolo originale: https://www.infobae.com/deportes/2023/02/01/la-ruta-del-talento-los-ancestros-italianos-de-manu-messi-y-scaloni-vivian-en-pueblitos-vecinos-en-50-kilometros-a-la-redonda/





